Cloris non è nata come un negozio. È nata in casa mia. È nata dai miei cassetti. Da sempre colleziono gioielli antichi. Non per vanità, ma per amore. Li ho sempre raccolti, osservati e studiati. Per me ogni gioiello aveva una voce, una storia da ascoltare.
Mia figlia, Cloe, è cresciuta guardandomi fare. Le ho insegnato a riconoscere un gioiello vero, quello che ha davvero vissuto, quello che ha un’anima.
Poi, un giorno, ci siamo fatte una domanda insieme: cosa succede a tutta questa bellezza quando resta dimenticata in un cassetto? E soprattutto, cosa si porta dietro?
Perché lo sentivamo entrambe. Un gioiello usato non è mai vuoto. Trattiene tutto. Emozioni, legami, momenti felici e momenti difficili di chi lo ha indossato prima di noi. Era bellissimo, ma aveva bisogno di essere liberato.
Abbiamo iniziato così, quasi per gioco. Prendevamo quei gioielli, li sistemavamo a mano, e poi li mettevamo sotto i raggi della luna a ricaricarsi, li passavamo nel sale per pulirli, accendevamo un incenso per proteggerli, li ungevamo con qualche goccia di olio essenziale.
E succedeva qualcosa. Tornavano a brillare in un modo diverso. Più leggero. Più vivo. Come se finalmente fossero pronti a ricominciare.
Le nostre amiche hanno iniziato a chiederceli. Poi le amiche delle amiche. Ci dicevano “questo anello mi sembra mi abbia scelta”. Lì ho capito che quello che facevamo non era vendere gioielli usati. Era dare una seconda vita alle storie.
E così, io e mia figlia, abbiamo deciso di aprire Cloris. Cloris è l’unione dei nomi delle mie figlie, i miei gioielli più preziosi.
Oggi facciamo esattamente quello che facevamo a casa: ripariamo i gioielli con cura, li sterilizziamo, li lucidiamo e li purifichiamo con i nostri quattro rituali: luna, sale, incenso e oli. Perché tu possa indossare non un gioiello di seconda mano, ma un gioiello con un’anima nuova, che inizia la sua nuova vita con te.